di Emilio Di Conza – Presidente Adiconsum Puglia
e Gianfranco Solazzo - Presidente Adiconsum Taranto Brindisi

Chi paga regolarmente non può essere privato di un bene primario come l’acqua a causa della
morosità di un altro condomino. È da questo principio di equità che occorre partire per affrontare in
maniera definitiva il tema della gestione delle utenze idriche condominiali.

In Puglia e in particolare nelle province di Taranto e Brindisi riceviamo continui solleciti e
segnalazioni da parte di cittadini esasperati che si vedono minacciare il distacco della fornitura idrica
all’interno dell’edificio, pur avendo sempre saldato puntualmente le proprie quote.

Negli stabili composti da più unità immobiliari, la fornitura fa spesso capo ad un unico contatore
generale condominiale; mentre nelle singole abitazioni sono presenti sotto-misuratori che consentono
di rilevare i consumi delle diverse utenze. Questo assetto impiantistico e contrattuale non consente di
isolare la posizione dei singoli utenti e spesso determina una situazione paradossale, ovvero, la
morosità di alcuni si ripercuote sull’intero condominio, penalizzando chi è perfettamente in regola
con i pagamenti.

Non intendiamo colpevolizzare chi non riesce a pagare per sopraggiunte difficoltà economiche; le
situazioni di fragilità sociale devono essere gestite attraverso mirati strumenti di sostegno.

Ma non è ammissibile che l’impatto della morosità venga ribaltato sugli altri utenti dell’immobile.

La regolazione nazionale tracciata da ARERA (in particolare con la Delibera 311/2019/R/idr), spinge
verso l’individualizzazione dei consumi e la disalimentazione selettiva dei soli utenti morosi.

Non si tratta quindi di introdurre un principio estraneo al sistema: la possibilità di rendere le singole
utenze identificabili e di intervenire selettivamente nei confronti dei morosi è già prevista dalla
regolazione del settore.

Tuttavia, nella maggior parte dei condomini in cui insiste ancora un sistema di impianti tradizionali,
l’impossibilità tecnica viene vissuta come un ostacolo insuperabile.

Nel 2026, nell’era della digitalizzazione e dello smart metering, è però necessario che si passi dalle
previsioni alla loro concreta applicazione.

Come Adiconsum chiediamo pertanto ad Acquedotto Pugliese, all’Ente di Governo dell’Ambito e
agli altri organi competenti di affrontare definitivamente la questione e di individuare soluzioni
tecniche e organizzative che consentano, ove possibile, di identificare con certezza ogni singola
utenza e misurare i consumi effettivi delle singole unità immobiliari, stipulare contratti diretti con i
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singoli utenti, consentire interventi selettivi nei confronti degli utenti morosi e tutelare chi rispetta i
pagamenti.

Una soluzione concreta potrebbe essere la centralizzazione dei misuratori individuali in appositi vani
tecnici condominiali accessibili al gestore, sul modello già consolidato per le forniture di energia
elettrica e gas.

Quanto ai costi di adeguamento degli impianti, a nostro avviso, gli interventi necessari non
dovrebbero essere automaticamente posti a carico delle singole famiglie, ma occorrerebbe individuare
piani straordinari di sostegno o fondi dedicati nell’ambito degli investimenti del Servizio idrico
Integrato, trattandosi di interventi funzionali alla corretta organizzazione di un servizio essenziale e
destinati a produrre benefici anche per il gestore.

La tecnologia oggi disponibile consente di costruire un sistema più moderno, trasparente ed equo,
all’interno del quale ogni utenza sia identificabile, i consumi siano correttamente misurati e le
responsabilità siano attribuite al singolo utente.

Per Adiconsum chi paga deve essere tutelato; chi è in mora deve essere gestito con procedure
individuali e trasparenti, garantendo alle fasce più deboli le necessarie tutele.

E’ tempo di superare un sistema obsoleto che lega la sorte del singolo a quella dell’intero edificio.

Bari, 27 agosto 2026

Adiconsum Puglia APS
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